[First Ride] La nuova Rockshox SID

[First Ride] La nuova Rockshox SID


Dopo alcuni anni di onorato servizio, la SID viene sostituita con una nuova versione dall’animo XC allo stato puro. Siamo stati a Massa Marittima per scoprirla dal vivo e provarla per alcuni giorni sui bellissimi sentieri toscani: ecco le nostre impressioni.

La nuova Rockshox SID

La SID è stata da sempre l’arma per cross country della casa americana Rockshox e la nuova versione accentua ancora di più l’aspetto race di questa forcella.

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Non si tratta di una rivisitazione della vecchia versione, la forcella è stata completamente ridisegnata su di un’escursione massima di 100mm. Questa scelta, oltre a creare un maggior differenziamento rispetto alla sorella Reba, ha permesso di ottimizzare al meglio la forcella per l’XC, risparmiando peso dove non serve ed ottimizzando al meglio la curva di compressione e la taratura dell’idraulica.

Nuovo chassis

La prima novità della SID è uno chassis completamente ridisegnato sulla base di steli da 32mm. Riducendo l’escursione a 100mm è stato possibile ridurre la lunghezza degli steli. Le boccole si trovano più in alto e la parte inferiore dei foderi è cava. Anche la cartuccia idraulica e quella aria sono più piccole, il tutto per un drastico risparmio di peso rispetto alle versioni precedenti: la versione WC pesa solo 1366g.

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Foderi alleggeriti, ma con nuovi piedini compatibili con i Torque Caps, il sistema di Rockshox che offre una superficie di appoggio maggiorata tra mozzo e forcella, permettendo così di ottenere un incremento di rigidità.

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Il perno passante è da 15mm (oramai un must per tutte le discipline) con Maxle Stealth per il massimo risparmio di peso. La forcella sarà disponibile nelle versioni 27,5″ (100×15); 27,5″+ (Boost 110×15), 29″ (100×15) e 27,5″+/29″ (Boost 110×15).

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La testa è stata ridisegnata e, sulla versione World Cup, è in fibra di carbonio per il massimo risparmio di peso e la massima precisione di guida.

Nuova cartuccia Charger

Oltre allo chassis, un’altra grossa novità è l’adozione della cartuccia sigillata Charger con un nuovo sistema di bloccaggio totale.

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Derivata dalla cartuccia Charger della Pike (da cui sono state sviluppate anche le cartucce della Lyrik e della Boxxer), la cartuccia Charger della SID è però completamente diversa, essendo ovviamente diversa la destinazione d’uso.

Il design è sempre lo stesso: cartuccia sigillata con polmone di espansione in gomma. L’olio è insomma completamente isolato dall’aria, eliminando quindi i problemi di emulsione aria/olio. A differenza delle altre versioni, il bladder (o polmone, ndr) della SID è rastremato al centro per assicurare una miglior tenuta e permettere di usare meno olio.

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Il nuovo sistema di bloccaggio della SID, all’interno della cartuccia Charger. Il cilindretto nero, quando si blocca la forcella, scende andando a schiacciare sul pacco lamellare impedendo così il passaggio dell’olio. Ovviamente il passaggio è solo parzializzato, oltre una certa forza l’olio riesce a piegare comunque le lamelle facendo affondare la forcella. Questo costituisce una soglia di sblocco ed è un espediente necessario per ragioni di sicurezza.

La vera novità della cartuccia è però il nuovo sistema di blocco totale. Quella del blocco totale è una caratteristica che è stata molto richiesta da molti agonisti ed ovviamente Rockshox ha cercato di accoglierla. Nella nuova SID il blocco è stato notevolmente implementato offrendo il lockout più deciso e forte che è stato possibile realizzare senza compromettere la sicurezza di chi va in bici.

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Le regolazioni idrauliche della nuova SID sono 3: si può regolare il ritorno della parte iniziale (il resto della corsa è gestito dal Rapid Recovery, pretarato di fabbrica), si può regolare la compressione low speed e si può bloccare o sbloccare la forcella, anche da comando remoto.

Nuova cartuccia aria

Ottimizzata anch’essa per i 100mm di escursione, la nuova cartuccia ad aria prende spunto dalla celebre Pike adottando diverse tecnologie derivate dalle forcelle ad escursione maggiore.

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Innanzitutto il volume della camera pneumatica è ottimizzato per la destinazione d’uso: l’XC race. La forcella è insomma piuttosto progressiva di suo, per offrire un buon assorbimento sui piccoli urti ma la giusta progressività ed il sostegno che una forcella da XC deve garantire.

Il volume della camera d’aria è regolabile tramite i Bottomless Token, proprio come sulle forcelle gravity. Aggiungendo o togliendo spessori dentro la camera d’aria si può regolare la progressività in base alle proprie preferenze.

La molla pneumatica è la Solo Air.

Versioni disponibili e prezzi

La SID sarà disponibile in 4 versioni:

  • SID World Cup: testa in fibra di carbonio, cartuccia Charger ed escursione 100mm con la nuova molla Solo Air.
    Prezzo: €1255-1336
    Peso: 1366g
  • SID RLC: le stesse caratteristiche della WC, cartuccia Charger inclusa, ma con la testa in alluminio.
    Prezzo: €922-998
    Peso: 1530g
  • SID XX: Stesso chassis della RLC con testa in alluminio, con però idraulica Motion Control™ XX con Rebound e regolazione del bloccaggio da remoto
    Prezzo: €922
    Peso: 1572g
  • SID RL: versione solo OEM, la SID RL usa lo stesso chassis e la stessa camera aria delle sorelle maggiori ma con idraulica Motion Control DNA con Rebound e regolazione del bloccaggio
    Peso: 1523g

Disponibile da Luglio 2016.

Impressioni di riding

A Massa Marittima, oltre ad avere la possibilità di toccare con mano la forcella, abbiamo avuto modo di metterla alla frusta sui divertenti sentieri che la Toscana è in grado di offrire.

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La forcella era montata su di una Merida 96, full xc 29″ in fibra di carbonio con un montaggio di tutto rispetto (ruote Rail in carbonio, XX1 eagle, ecc). La SID montata è la versione World Cup con testa in carbonio e cartuccia Charger senza comando remoto.

La prima cosa da provare della nuova SID è sicuramente il bloccaggio: è veramente più forte delle vecchie versioni? La risposta viene data alla prima salita: non c’è paragone. Il sistema di lockout non ha nulla a che vedere con la vecchia versione. Ora è fermo, deciso. Anche in piedi sui pedali la forcella non si muove. La soglia di sblocco è molto alta, ma quando si impatta su di un’ostacolo la forcella si sblocca, senza rimbalzare via pericolosamente. Decisamente promossa in ottica race, magari con il comando remoto al manubrio per poterla bloccare/sbloccare senza staccare le mani dal manubrio.

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Finita la salita su sterrata iniziano i sentieri, tutti in saliscendi e belli guidati. Un bel percorso, ricco di salite tecniche e discese veloci e guidate.

Quando la si sblocca la SID cambia volto. Da rigida e ferma com’era prima, la forcella diventa morbida nella prima parte, quasi una piccola Pike. L’assorbimento dei piccoli urti è ottimo, lo scorrimento fluido e senza attrito, ma la curva di compressione è decisamente progressiva. Il sostegno a metà corsa è veramente ottimo, merito forse della Dig Valve che assicura proprio un buon sostegno a metà corsa, merito forse della progressività data dal Token che abbiamo messo, resta il fatto che la risposta è proprio quella che si chiede da una forcella da XC: morbida all’inizio e marcatamente progressiva per il resto della corsa.

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Non l’abbiamo per niente trattata con i guanti, ma il feeling e la sicurezza che la SID trasmette invogliano a spingere ben di più di quello che normalmente si farebbe con una bici da XC.

Nei tratti guidati la forcella è sicura. Nonostante fosse in versione da 29″ (più lunga e quindi meno rigida della versione 27,5), la precisione di guida è notevole. Contropendenze, curve veloci, brusche frenate: la SID non va praticamente mai in crisi.

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Che dire insomma? Le prime impressioni di riding sono state decisamente positive per questa nuova forcella da XC. Considerando la destinazione d’uso crediamo sia una decisa evoluzione rispetto alle versioni precedenti, non solo per il bloccaggio più forte di prima, ma proprio per il comportamento generale della forcella in grado di fornire un ottimo feeling in salita (merito del bloccaggio sicuramente) e di trasmettere allo stesso tempo sicurezza in discesa, anche quando si spinge al massimo come se si fosse in gara.

  1. Nella parte iniziale l’hanno resa molto più morbida rispetto alle versioni precedenti? Chiedo perché avendo una SID 2015 l’ho sempre sentita piuttosto rigida e progressiva sin dalla parte iniziale…

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  2. Io sono sbalordito di vedere la merida che sta in equilibrio senza apparenti trucchi. Siete dei maghi? Controlli automatici di assetto? E’ una funzione nascosta della nuova sid? Manipolazioni di gravità?
    Poi pazzeschi i copertoni, con il marchio centrato al millimetro sulla valvola che è perfettamente nel punto più basso come la guarnitura e il pedale perfettamente allineati. Per non parlare della pulizia impeccabile.

    Bravi

    Ah se qualcuno ha idea di come raggiungere tale equilibrio, me lo dica perfavore, così posso smettere di far fumare le orecchie…

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        1. L’impressione in sella è di una maggiore rigidità dell’avantreno rispetto ad altre bici XC da me usate con la vecchia SID, però capire quanto sia il merito delle ruote in carbonio, quanto dei torque cap, quanto della struttura della forcella è difficile a dirsi. Occorrerebbe un test più approfondito 😉

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