Il biker imbruttito alla fine della quarantena

Il biker imbruttito alla fine della quarantena

Marco Toniolo, 04/05/2020
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Marco Toniolo, 04/05/2020

Allo scoccare della mezzanotte fra il 3 e il 4 maggio butta i rulli giù dalla finestra.

Tira un peto di soddisfazione quando disdice l’abbonamento a Zwift.

Cancella dal muro l’hashtag #iorestoacasa, diventato ormai simbolo di dileggio.

Va a dormire soddisfatto, ignorando le notifiche dei pochi amici che gli sono rimasti, tutti in sella per una notturna liberatoria.

Salta giù dal letto alle 7 in punto, già vestito da bici.

Tiene la carica esplosiva che ha in pancia per una persona particolare che sta sempre al balcone, seminascosta da un tricolore (vedere puntata precedente).

Fa colazione con i Weetabix, di cui ha scorte immense, come quelle della carta igienica.

Prende su la bici, esce dal cortile e vede la persona particolare al balcone.

Tira un peto misto a bile, coordinato con un gestaccio monodito.

*Omissus*

Soddisfatto e confortato dal fatto che non ci sia una pattuglia della polizia ad aspettarlo, parte per il suo giro.

Completamente fuori forma, ansima e sputacchia a destra e a manca, senza mascherina perché ha visto il video dove si dice che è impossibile pedalare con la museruola.

Un solerte vigile si accorge della sua azione untrice, e intima all’imbruttito di fermarsi.

Questo, memore della passata esperienza del 15 aprile, manco ci pensa e finta lo scatto, per riuscire a girare l’angolo e battere in ritirata nella tabaccheria rionale, unico negozio essenziale aperto.

Pensa di far perdere le sue tracce fra tabagisti e giocatori d’azzardo che grattano e non vincono.

Come in una scena da Far West, in cui tutto il saloon piomba nel silenzio più assoluto e il pianista cessa di suonare, la tabaccheria sembra essere diventata una chiesa benedettina.

La massa di viziosi, tutti rigorosamente mascherati ffp3, afferra il malcapitato e, in una sorta di onda umana da concerto metal, lo issa sopra le teste e lo scaraventa sul marciapiede, dove il vigile lo vede.

A quel punto l’imbruttito si sveglia, sudato fradicio, abbracciando la sua bici che dorme di fianco a lui. L’accarezza, guarda la sveglia al quarzo che segna le 2:00 del 4 maggio 2020.

Confortato, rimembra dove si trova e cosa ha da fare il giorno dopo.

Con un sonoro peto dà la buonanotte a sceriffi e balconati, e torna a dormire.


 

Ragazzi, per celebrare la fine della quarantenaMTB, chi rinchiuso fra confini comunali e chi, più fortunato, fra quelli della regione, postate la foto del primo giro liberatorio nel nostro fotoalbum o su Instagram usando l’hashtag #finequarantenamtb e taggando @mtbmag. Le migliori verranno mostrate in un articolo apposito.

Buone pedalate!

Foto di copertina di Geep.

 

Commenti

  1. Non sono però finiti i tempi (ahimè...) degli sceriffi da balcone, per vocazione e e supremo imperativo morale, tenaci smerigliatori dei genitali altrui.
    Ne ho appena incontrato(a) uno(a), pronto(a) a redarguirmi a causa del fatto che non portavo la museruola, mentre i Carabinieri, appena prima, manco mi avevano considerato. Ed è ovvio, visto che nel DPCM è scritto chiaramente che non è obbligatorio portarla 'sta caxxo di museruola, durante l'attività motoria, solo averla per quando ci si ferma.
    Assieme al vaccino per il virus, ne avremo uno anche per questa piaga dell'umanità attiva che sono gli sceriffi?