Nuova Trek Session Carbon 9.9

Nuova Trek Session Carbon 9.9

12/09/2011
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12/09/2011

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Un saluto da Whistler, dove mi trovo per provare due novità della linea Trek 2012: la Session Carbon 9.9, oggetto di questo articolo, e la Slash (testo seguirà). Vi  avevo già presentato l’arma da DH di Aaron Gwin a luglio, insieme alle altre novità Trek 2012, ma non avevo potuto provarla. Qui in British Columbia, insieme ad un ristretto manipolo di giornalisti e in esclusiva per l’Italia, ho potuto trascorrere due giornate nel bikepark di Whistler a maltrattare questo gioiello in carbonio e me stesso finché le mani mi facevano male.

Riassumo i dati salienti qui:
La bici pesa fra i 15 e i 16kg, con il montaggio che trovate qui:
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Intorno al movimento centrale si utilizza la tecnologia InTension: carbonio rinforzato senza però perdere in rigidità o aumentare il peso intorno al movimento centrale.
Per proteggere il tubo obliquo dai colpi delle pietre alzate dall’anteriore Trek ha dotato la Session 9.9 del Carbon Armor sotto il tubo obliquo, una protezione in plastica pensata per attutire l’impatto delle pietre contro il telaio.
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La Session 9.9 ha due punti in cui si può intervenire per variare la geometria: il Mino Link, situato presso l’attacco della biella dell’ammortizzatore al carro posteriore, e l’eccentrico presente sulla serie sterzo. I dati geometrici li potete vedere qui, la tabella in alto prevede il Mino Link posto in posizione Race, più basso di 8 mm rispetto alla posizione Park. Nota sull’eccentrico: tende a far scricchiolare fastidiosamente il tubo sterzo, per questo motivo non viene montato sulle bici in vendita, ma viene dato separatamente nello scatolone al momento dell’acquisto.
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Forcella Fox 40 Kashima coating con Hybrid Air, sistema ad aria pensato per tarare la forcella al peso del rider senza dover cambiare molla. Attenzione, non si tratta di una forcella ad aria, come potete vedere nel video qui sotto.

 

Escursione posteriore: 210mm (la vecchia aveva 200mm) con Fox DHX RC-4 w/ Kashima coating.
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Passaggio cavi interno con opzione di farli passare all’esterno con micro truss (solo 2 grammi in più), delle scanalature poste sul telaio e attraverso le quali si possono far passare le fascette per fissare i cavi.
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Perno passante da 157×12 mm con ABP DH convert: mantiene la sospensione attiva in frenata.
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Esiste anche la versione in alluminio con le stesse caratteristiche ma ad un prezzo più abbordabile. Modelli disponibili: Session 8 (entry level), 88 e 9.9 (carbonio) e solo telaio.

La prova sul campo
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Aaron Gwin con la Session 9.9 a Whistler

Il bikepark di Whistler offre tutti i tipi di terreni possibili: piste veloci con tanti salti come la A-Line, sentieri ripidi e pieni di radici come Crack Addict, tratti rocciosi con drop come No Joke. Per provare decentemente la Session 9.9 li ho fatti tutti più volte, in  modo da conoscerli per bene e quindi riuscire ad andare più veloce senza però uccidermi.

La Session 9.9 è un vero collettore di sguardi quando si va a prendere la seggiovia: non passa una risalita che qualcuno mi chieda com’è la bici o se può solleverla per sentirne il peso.

La nuova creatura di Trek è una bici molto equilibrata, che va bene in tutte le situazioni citate qui sopra senza avere dei picchi di preferenze come capita con altre bici. Ho provato una taglia M con un manubrio più stretto di quello del montaggio standard (750 mm invece di 810mm), l’agilità ma sopratutto la stabilità sul veloce scassato sono molto buone. È molto silenziosa.

Il montaggio è top, non c’è molto da eccepire. Si possono limare altri grammi con sospensioni ad aria, come ha fatto Rene Wildhaber montando una Boxxer WC e un Vivid Air. Se poi uno ci aggiunge delle ruote in carbonio si scenderebbe ancora di più con il peso.

Il peso molto basso della bici completa aiuta molto nei rilanci e sullo stretto, compensando i limiti di una forcella a doppia piastra sui tornanti. Riguardo a questa bisogna dire che il sistema Hybrid Air è una vera figata, permettendo si settarla velocemente con una comune pompetta per gli ammo/forcelle ad aria.

I dubbi sui telai da downhill in carbonio dovrebbero essere stati dissipati negli anni, visto che oltre a Trek altri marchi presentano delle soluzioni con questo materiale. Devo dire che nei due giorni di prova qualche bella sassata la Session 9.9 l’ha presa, ma la protezione sotto il tubo obliquo l’ha difesa bene da graffi e sbreghi vari. Quella di Renè ha preso una sassata che ha addirittura rotto il paratelaio posto sul tubo obliquo e scheggiato la vernice sottostante. Nessun danno strutturale per il telaio.

Qualche parola sull’eccentrico della serie sterzo. Come ho detto sopra, i product manager di Trek avevano previsto di consegnare la 9.9 con l’eccentrico già montato. Qui a Whistler, dopo diversi giorni di prova con i loro pro rider Aaron Gwin e Rene Wildhaber, si sono accorti che questi è veramente rumoroso e provoca una forte rumore di scricchiolio presso il tubo sterzo, pur funzionando a dovere. Per questo motivo l’eccentrico verrà consegnato al cliente a parte, lasciando a lui la scelta se montarlo o meno. Da qui la domanda se uno ha veramente bisogno di tanti cambiamenti nella geometria della bici. Infatti da una parte abbiamo il Mino Link, che cambia l’altezza del movimento centrale di 8mm e l’angolo di sterzo di 0.6° e dall’altra appunto l’eccentrico. A mio modo di vedere la Session 9.9 è già ben equilibrata nella geometria standard, senza eccentrico.

Il prezzo si aggira sugli 8500 Euro e la bici sarà disponibile da novembre nei negozi.

Per vostra conoscenza ho provato a seguire Aaron Gwin, il vincitore della coppa del mondo di DH 2011, visto che era in giro con voi, ma il californiano è semplicemente una scheggia che sembra andare su rotaie. Taglia tutti i salti con delle whippate incredibili. Uno spettacolo da vedere, per quei pochi secondi prima che scompaia in una nube di polvere.

Tutte le foto sono di Sterling Lorence.