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San Bernardino: il TAR blocca i lavori

San Bernardino: il TAR blocca i lavori

08/01/2015
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08/01/2015

Ottime notizie dall’udienza di oggi circa il ricorso al TAR per fermare i lavori per la pista di esbosco che ha devastato i boschi di San Bernardino di Finale Ligure. Come vi avevamo anticipato in questo articolo, il comune di Finale Ligure ha presentato ricorso presso il TAR ligure contro gli abusi riguardanti il permesso di esbosco di una zona del colle di San Bernardino. Il TAR si è espresso con una sospensione del permesso e il relativo blocco dei lavori, riconoscendo le motivazioni del ricorso dell’amministrazione finalese. L’udienza per la sentenza definitiva è fissata per il 26 febbraio. Durante questo periodo la Guardia Forestale ha il compito di certificare e documentare i danni procurati al territorio che, ricordiamo, è sito di interesse comunitario.

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Marco Toniolo
Marco Toniolo

e per fortuna!

gotto
gotto

Già…peccato che han bèlle disfatto ogniosa..

gotto
gotto

No, dico, menomale che qualcuno si è opposto…!!! Sennò quelli (?????) spazzavano via tutto!!! Questa storia ha dell’ incredibile. E quel che è stato fatto è già un danno incalcolabile ed irreparabile degno di un mostro.

gotto
gotto

Vorrei solo capire una cosa, quale sarebbe il buon prò di questa decisione? Agevolare le operazioni di esbosco mancando di rispetto ai nostri antenati?

gotto
gotto

Vergognatevi

Sandro6
Sandro6

Spero li obblighino a ripristinare i siti danneggiati

daniele0511

Speriamo bene. Certo, la sospensiva è un elemento positivo, ma garantisce che il giudizio di merito vada nella stessa direzione…

francescoMTB1
francescoMTB1

Ben fatto ma comunque incrociamo le dita………… quando lo scopo racchiude lucro …..aggirano tutto…..
Bhe’ visto che la sentenza definitiva avra’ lettura all’udienza del 26 febbraio…. dico che anziche’ starsene ad attendere sarebbe opportuno mobilitarsi ancora di piu’ !

ducams4r
ducams4r

Queste persone che stanno effettuando i tagli, sono proprietari dei boschi o appoggiati dagli stessi, temo, visto l’aggressività che hanno dimostrato su fb, che la storia non finisca qui.
Spero che non ci sia nessuna correlazione, ma è esattamente in questa zona, che sono state trovate le tavolette chiodate un paio di anni fa…

teoDH

Beh, come rivalutazione e recupero propongo di costruire un po’ di sponde e farci una pista da DH!

andreasia610
andreasia610

pensate che avrebbero voluto fare la pista di esbosco più a monte, distruggendo i ciappi esistenti!
l’intervento dell’amministrazione è stato fondamentale così come la mobilitazione seguente.
per fortuna siamo riusciti a fermarli prima che proseguissero la pista di esbosco ancora più a valle, distruggendo altri terrazzamenti e costruzioni antiche…

ripristinare sarà impossibile,
primo perché non è né nella autorizzazione della Regione né nella sentenza del TAR. ma soprattutto, come farebbero a ripristinare muretti a secco antichi?

non so se sia corretto collegare le tavole chiodate con i lavori di esbosco.
per di più qui il cane è fuori dal sentiertiero mtb. di certo essendo proprietari e selvicoltori, hanno tutto il diritto di tagliare gli alberi.
quello che è stato contestato è l’utilizzo di mezzi non idonei al territorio (con conseguente allargamento e distruzione di vecchi sentieri escursionistici e/o mtb) e la costruzione di una pista di esbosco che avrebbe dovuto essere temporanea ma per l’entità dei lavori fatti non può che essere permanente.

😉

dlacego

Purtroppo anche io penso che il ripristino sia difficile, ma non impossibile! Qua in Friuli dopo il terremoto del 76 sono stati ricostruiti (venzone ne è un esempio) interi paesi medioevali: sasso su sasso.
Il problema sono solo i costi, ma chi sbaglia paga, è i responsabili dovrebbero farlo. In Italia avevamo un patrimonio naturale ed archittettonico unico, ma se continuiamo a lasciarlo in mano a speculatori senza scrupoli in pochi anni perderemo quel poco che ne resta!

SuperDuilio
SuperDuilio

Caxxx….ma non si rendono conto che sono vere e proprie ferite procurate al bosco!

ecox
ecox

Ragazzi che scempio.

Detto questo io continuo a non capire, la guardia forestale è stata incaricata di valutare i danni, ma dove cazzo erano mentre questi distruggevano il bosco?

Ormai il danno è fatto e dubito che i responsabili pagheranno per lo scempio effettuato.

andreasia610
andreasia610

prima potevano fare ben poco dato che l’autorizzazione a tagliare e a creare la pista di esbosco arrivava da un organo superiore (regione).

bertmonkey
bertmonkey

Il/La responsabile di tutto questo NON è la Forestale, NON sono i Proprietari, NON è l’ azienda !
La responsabilità è TUTTA e SOLO della Regione Liguria, che non ha competenza – occhi – orecchie – cervello e cuore oltre la scrivania dalla quale legifera e conduce tutta il ns. povero territorio.
Badate che questo è solo un episodio.
Purtroppo di situazioni simili e/o paragonabili ne abbiamo a centinaia !!!

Ci pensate che i rami, sterpi, canne ed il legname, depositato sulle spiagge dalle recenti alluvioni, NON si può raccogliere e bruciare …… bensì deve essere raccolto e trasportato in zone predisposte per …essere bruciato !!! Ovviamente a spese ( elevatissime) dei titolari della concessione (proprietario della spiaggia)
(in attesa di deroga )

Augusto Caire

lokis
lokis

Ragass . . . ero di opinione opposta anche nell’articolo precedente . .
preciso: tengo quanto voi alla salvaguardia del territorio, e vivo felicemente in una zona boschiva . . .

Continuo a non capire però delle battaglie che, scusatemi se sono diretto, mi sembrano più ideologiche che altro . . . . della serie diciamo “no” a tutto.

I manufatti antichi vanno tutelati, ma un muretto a secco, fatto magari da taglialegna di 100 anni fa (magari parenti dei proprietari di oggi) non sono una strada romanica o medievale.

Se andiamo in austria svizzera etc i boschi sono un reticolato di strade forestali (anche troppo)

Le strade forestali servono anche come strade tagliafuoco . . . e poi non lamentiamoci se un pirla butta un mozzicone in A10 e il fuoco arriva in piemonte.

Impatto ambientale/scempio : ma crediamo veramente che questa strada (utilizzata per lavorare e tagliare bosco che di tanto in tanto va tagliato) abbia un impatto ambientale maggiore dell’impatto di chi parte tutti gli we da mezza italia per girare a finale magari furgonato tutto il giorno o di bike park che nascono come funghi?

Se fossi uno dei taglialegna li del posto un po’ incazzato lo sarei . . . .

luxardo
luxardo

Condivido alla grande se fatte kn criterio anzi sono utili.
il fatto che qua invece buttano giu storia.

andreasia610
andreasia610

evidentemente non conosci quelle zone e le foto postate non ti dicono nulla.
non sono muretti di un secolo fa, ma decisamente più antichi.
quella poi non è zona da “bike park”!
guarda che non è che nel finalese sia proibito tagliare la legna, anzi! in tante altre zone non si sono mai verificati problemi per il taglio.
come detto, qui il problema è l’impatto che la pista di esbosco ha sull’ambiente. una pista che da autorizzazione regionale dovrebbe essere temporanea ma non può esserlo per i prossimi 50 anni o più (per la vegetazione) e mai più per i muretti a secco.
in ogni caso, alla manifestazione di venerdì scorso c’erano anche dei boscaioli, gente che vive della selvicoltura e che conosce le personalmente chi sta lavorando in quella zona ma che capisce i problemi ambientali provocati.

SuperDuilio
SuperDuilio

Perché purtroppo non si possono paragonare le istituzioni di Austria e Svizzera con le nostre…. 🙁

ozzap73
ozzap73

In Italia prima si fanno i danni…(ci fosse una cosa che vada nel verso giusto!) poi: ahh si forse facevamo meglio a fare cosi a fare cosaaa…ma va a ca.a’ va

Mde18
Mde18

Premetto che non conosco bene la zona del finalese, nè il regolamento forestale ligure (che temo non esista). Lavoro nel settore forestale, provo a scrivere il mio punto di vista sperando di non beccare palate di insulti. Prima di tutto la pista di esbosco: come dice il nome stesso trattasi di pista non di strada, una pista dev’essere SEMPRE ripristinata (e soprattutto ripristinabile) a fine lavori; ovviamente basta vedere le foto per rendersi conto che non sarà così: di solito la forestale, in casi come questo (che sono innumerevoli), commina una multa alla ditta (e le ditte spesso mettono in conto che accadrà). Poi, tento di rispondere a chi proponeva soluzioni d’esbosco meno impattanti: purtroppo la raccolta del legno, come ogni altra attività, è soggetta a regole di mercato e di profitto. L’esbosco animale o con altri mezzi probabilmente darebbe guadagno minimo se non negativo (a meno ché non si acceda a specifici finanziamenti del PSR, ma qui il discorso si fa complesso). Questo permette uno spunto di riflessione: nei posti frequentati dalle mtb, soprattutto quelli di collina e di mezza montagna, ci sono boschi che, volenti o nolenti, sono fonte di reddito o per privati o per i comuni (just for info: nelle alpi occidentali c’è una forte componente privata, nelle alpi orientali le foreste sono prevalentemente pubbliche). Quindi, se non vogliamo che sentieri bellissimi vengano distrutti o irrimediabilmente compromessi (e sono d’accordissimo), non stupiamoci se fra quache tempo si deciderà (credo, e spero, in pochissimi casi particolari, come… Read more »

andreasia610
andreasia610

nell’autorizzazione regionale non è previsto alcuna opera di ripristino della pista di esbosco!

daniele0511

A quanto mi risulta la legge regionale di riferimento è la n. 4 del 22/02/1999

Art. 14 c.6: Le piste di esbosco hanno carattere temporaneo per il periodo necessario all’espletamento di tale attività, si ottengono devegetando il terreno e, ove occorra, realizzando piccole opere che non comportino movimento di terreno superiore a sei metri cubi in ogni tratta di dieci metri lineari di pista e comunque con un’altezza massima di scavo di metri uno, purchè tali opere non pregiudichino l’assetto idrogeologico. Le modalità di ripristino vengono stabilite nell’autorizzazione.

Se le modalità di ripristino non sono state definite non viene comunque meno l’obbligo della “temporaneità” dell’ opera…