[Test] Bianchi Methanol CV 9.1

[Test] Bianchi Methanol CV 9.1

07/09/2016
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07/09/2016

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In questo test è protagonista una delle principali novità 2017. Parliamo della Bianchi Methanol CV 9.1, ossia la versione top di gamma con gruppo meccanico.

Bianchi 1 1

Una bici con tante novità: nuovo il telaio in carbonio CounterVail per le cui caratteristiche vi rimandiamo all’articolo di presentazione, nuova Fox 32 Factory con trattamento Kashima che già avevamo presentato e testato in versione 27.5, così come nuovo il gruppo SRAM, l’XX1 Eagle a 12V anche questo da noi testato in anteprima, per un insieme di novità che montate sulla stessa bici sono tanta carne al fuoco.

Bianchi 12

Completano l’allestimento i freni i Formula R1 racing con dischi Formula a sei fori da 180mm l’anteriore e 160 il posteriore, trittico tutto FSA K-force Carbon con manubrio da 700 mm, attacco manubrio da 90 mm +/-12°, reggisella di diametro da 27.2 e sella San Marco Aspide FX Carbon (121 grammi).

Bianchi 11

Le ruote sono delle DT Swiss Spline One xr 1501 con mozzi boost, dotate di copertoni Kenda Honey Badger dal peso di 650 gr. l’uno e una sezione di 2.05 anche questi da noi testati tempo fa. Peso delle ruote pari rispettivamente a 720 gr. e 840 gr. per un totale di 1560 gr.. Ottimo per delle ruote Factory da 29.

Bianchi 10

Peso rilevato della bici in test in taglia L, senza pedali: 8.940 kg.

La prova sul campo

Abbiamo testato la Methanol CV 9.1 in diverse location, fra le montagne dell’Abruzzo e le Dolomiti venete, usandola anche in 3 gare, una delle quali lunga (oltre 4h), impegnativa, con salite e discese lunghe e varie come conformazione del terreno, e altre 2 gare più brevi, tipiche delle xc (una filante e veloce, una molto lenta tecnica e tortuosa) oltre ad ovviamente altre uscite dedicate alla focalizzazione della resa vari particolari. In gara si ha la risposta del mezzo in condizioni estreme. Una bici del genere, è pensata, prodotta, assemblata e venduta per gareggiare ed è dunque la gara il vero banco di prova.

Bianchi 14

Avendo testato la precedente versione della Methanol front, anche quella con forcella Fox e con sostanzialmente le medesime ruote, (la trasmissione conta molto poco ai fini del comportamento di guida della bici) e ci siamo fatti un’idea piuttosto precisa di come il nuovo telaio possa essere diverso dal precedente.

Riassumeremmo questa differenza con una parola: abissale.

La precedente versione era di fatto il passo d’esordio di Bianchi nel campo delle 29” ed evidenziava quelle caratteristiche che l’esperienza di questi anni ha indotto i produttori, non solo Bianchi, ad adottare soluzioni telaistiche diverse e sicuramente più efficienti che in passato. Mozzo boost maggiorato da 148 mm, perno passante (la precedente Methanol aveva ancora il QR), foderi più corti (429 contro 437 mm), angolo di sterzo lievemente inferiore (71 contro 71.5, ma solo in taglia L e XL) e tecnologia CounterVail (esclusiva Bianchi) rendono la Methanol CV 9.1 un bici molto più rigida, guidabile e maneggevole della precedente versione, risultando al contempo non eccessivamente sensibile alle sconnessioni, molto in controtendenza rispetto ad altre bici testate.

Bianchi 21

In salita sul liscio è molto efficiente al pari di molte altre bici del genere, ma è sullo sconnesso che risulta molto più stabile e pedalabile, non dando quella fastidiosa sensazione di scalciare e perdere di aderenza in continuazione, scomponendo la pedalata e rendendola irregolare. Un bel vantaggio in termini di comfort e di efficienza soprattutto alla distanza, quando si è più stanchi. L’altra faccia della medaglia è forse un minimo di reattività minore rispetto ad altre bici xc. Reattività che, se come spesso accade, vuol dire miglior prontezza nei rilanci repentini, ma scarsa guidabilità sullo sconnesso, diventa più un handicap che un vantaggio in termini cronometrici specie in gare più lunghe.

Se in salita e sullo sconnesso daremmo i meriti della resa al nuovo telaio, in discesa è la Fox 32 in versione Boost che fa veramente una gran differenza. La maniera in cui copia le asperità del terreno, progressiva, fluida e mai brusca, la precisione che dona alla guida e la rigidità leggermente inferiore solo alla RS-1, ne fanno forse la miglior forcella da xc mai provata per ammortizzazione e guidabilità.

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Rispetto alla precedente versione, da bloccata, l’affondamento è praticamente nullo, anche in piedi sui pedali. Era, questa, una caratteristica leggermente fastidiosa, che ora avviene solo in caso di sollecitazioni consistenti ed improvvise dal basso, per salvaguardarne l’idraulica.

Bianchi 9

 

Il comando a distanza è comodo da azionare, un gradino al di sotto forse dello One Loc di casa Rock Shock che è più secco e preciso nella pressione delle due leve. Forse per una questione di peso, è fatto, anche internamente, quasi tutto in plastica e lascia qualche perplessità circa la durevolezza, tanto che dopo un mese la leva grande di blocco ha cominciato a girare a vuoto. Aprendolo successivamente vi era un pezzettino di plastica rotto. Non è detto che non fosse un caso o solo un pezzo difettoso, ma la sensazione di non grande resistenza resta. 15/20 gr. in più di materiali anche metallici sulle parti più soggette a sforzo, non sarebbero probabilmente mal spesi su una bici da gara e con una forcella di questo valore.

Bianchi 16

 

Sullo stretto e guidato è ottimo il manubrio da 700 mm, leggermente più corto di molte altre bici del genere. Nei tratti veloci e sconnessi in discesa toglie invece quel po’ di stabilità nella guida che una piega più larga assicura, anche in considerazione di un angolo di sterzo di 71° che in salita è sicuramente un pregio per la posizione più efficiente di pedalata, ma in discesa rende la guida comunque più impegnativa per la tendenza allo spostamento del baricentro e dunque del peso caricato sull’anteriore.

Ci è stata spiegata proprio da Bianchi la scelta in tal senso. Ritengono, non del tutto a torto, che su bici di così alta gamma (su cui non a caso montano come in questo caso anche attacchi con angolo negativo -12°, in luogo del +/- 6° montato su bici intermedie) il tempo passato in salita e dunque la vera differenza in gara, siano molto maggiori e debba essere privilegiata appunto la salita con geometrie e distribuzioni dei pesi ottimali per questo frangente, lasciando un po’ più al manico il far la differenza in discesa, ove le situazioni in cui le geometrie rendono la bici più impegnativa, sono in definitiva residuali. Volendo facilitare maggiormente la discesa per gusti o tipi di percorsi maggiormente praticati (poco pendenti magari in salita e più impegnativi in discesa) sarebbe più ragionevole puntale su una full da xc piuttosto di snaturare una front. Una spiegazione che su una bici di così alta gamma, totalmente race oriented, ci pare piuttosto coerente.

Bianchi 3

Rimane da parlare dell’ultima novità della Methanol CV 9.1. La trasmissione Eagle XX1 a 12v. Il pacco pignoni appare quell’uovo di Colombo che allunga la coperta e che era forse l’unico vero limite dell’XX1 a 11v. Il pignone 50 rende alla portata di gambe anche meno allenate la gestione della corona davanti del 32 (così come montata su questa bici) così rendendo anche il rapporto 32-10 sufficiente nei tratti veloci. Il 50 è talmente agile che probabilmente anche una corona da 34 sarebbe ben gestibile, almeno da chi fa gare con una certa continuità ed è quindi mediamente allenato.

C’è da dire che col 32 la pedalata forse è anche troppo agile e il salto col penultimo pignone da 42, oltre a sentirsi quasi quanto il cambio di corona nelle doppie anteriori, rende l’uso del 50 veramente sensato solo per tratti molto impegnativi per pendenza e/o lunghezza, ma che sono piuttosto rari e brevi per giustificarlo appieno. In ogni caso, quando sorge la necessità di maggiore agilità dal 42, le prime pedalate dopo la cambiata sono quasi sempre troppo agili. E’ un dubbio che al momento rimane, ma forse un 48 in luogo di un 50, se abbinato al 32, non perderebbe granché in termini di fruizione nei tratti più impegnativi, rendendo meno fastidioso il salto di denti. Col 34 o addirittura col 36, il 50 resta verosimilmente quanto mai opportuno.

In termini di funzionamento, l’Eagle è assolutamente perfetto, mantiene molto bene la regolazione nel tempo (una dote in cui Sram è stata a volte un po’ al di sotto di Shimano), è secco, preciso e non presenta nessun problema nemmeno nella cambiata sottosforzo dal 42 al 50. Catena sempre ben in tensione, nessun saltellamento e soprattutto mai una caduta della catena dalla corona.

Bianchi 2

La sella San Marco Aspide Carbon FX, pur molto leggera (121 gr.), specie per un montaggio di serie, è piuttosto comoda e appare anche abbastanza solida, almeno a giudicare da qualche colpo improvviso subito da sotto senza alleggerire il peso del corpo.

Conclusioni

La Bianchi Methanol CV 9.1 è una bici montata al top, ruote a parte, comunque eccellenti per peso e ottime come rigidità. Non è dunque una sorpresa poterla promuovere su tutta la linea. Il nuovo carbonio usato sul telaio, il Countervail, si sente moltissimo soprattutto in salita, perché rende la bici più stabile e pedalabile sullo sconnesso. La rapportatura dello SRAM Eagle 1×12 allunga la coperta sia in salita che in discesa, ed è indubbiamente un vantaggio rispetto all’1×11. Per questi motivi (e per la nuova Fox 32) abbiamo apprezzato la Methanol CV tanto nelle gare brevi e nervose, quanto nelle gare lunghe.

Nelle discese molto lunghe e impegnative, tutte da guidare, la Methanol resta abbastanza impegnativa, ma in quei frangenti solo una full sarebbe una soluzione migliore.

Prezzo bici completa: 6.590 Euro.
Prezzo telaio: 2.690 Euro.

Bianchi.com

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Davide_sd
Davide_sd

Bella, bellissima, stupenda!
@Andrea Sicilia: Nella prima immagine si vede una cerchietto nero poco sopra il movimento centrale nel tubo piantone: è un passa-cavo? Nel caso di configurazione 1x si può montare un telescopico con cavo integrato?

Qualcuno sa dove Bianchi produce i telai in carbonio?

charlieblaze
charlieblaze

In termini di comfort e resa della pedalata sullo sconnesso come si colloca rispetto alle soluzioni di casa Trek (iso speed) e BMC (MTT)?

Antony81
Antony81

Stupenda.
Essendo più rigida delle precedente è meno confortevole o il telaio in carbonio CounterVail fa il lavoro dei fari iso speed o MTT?

filetto
filetto

Anche io sono curioso di sapere la differenza “In termini di comfort e resa della pedalata sullo sconnesso come si colloca rispetto alla soluzione di casa Trek (iso speed) “

vaff
vaff

Strano che la tecnologia Contervail si avverta sopratutto in salita..
Se il suo impiego serve a smorzare le vibrazioni, teoricamente dovrebbe far digerire sopratutto le discese sconnesse..Invece mi sembra di capire che in discesa si comporti più o meno come molti altri telai in carbonio standard

Marco Toniolo

In discesa le botte sono troppo grandi perché una fibra in carbonio riesca a smorzarle del tutto

pcortesi
pcortesi

Oltre al fatto che in discesa smorzi con gambe e braccia, in salita ti prendi tutto sulla schiena stando seduto

Davide_sd
Davide_sd

In realtà è normale che in discesa venga meno l’efficacia del CounterVail. Le proprietà di assorbimento di qualunque materiale dipendono dall’intensità delle vibrazioni, dall’intervallo di frequenza delle vibrazioni e dalle proprietà intrinseche del materiale stesso (ovvero come sono disposte le fibre nel caso dei compositi in carbonio, ….). In discesa la bici è soggetta ad un range veramente ampio di frequenze, e soprattutto di intensità, mentre il materiale è efficacie solamente per alcune di loro.
Probabilmente gli ingegneri della Bianchi hanno progettato il telaio per assorbire le sollecitazioni con frequenze medio-basse e con basse intensità: come loro hanno detto, questa bici viene utilizzata per tanto tempo in salita (e poco tempo in discesa), quindi ha senso migliorare il comfort in salita. Per la discesa, come dicono loro, ci vuole la full.

Balzy
Balzy

Sono piacevolmente colpito dal prezzo. Giusto e corretto per la tipologia di bici.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Confermo quanto detto da Marco e da Davide. In discesa le botte sono troppo grandi per apprezzare una ammortizzazione del carbonio. Solo un vero ammo funziona veramente, nemmeno l’isospeed. Più che di ammortizzazione si può parlare di smorzamento e questo è efficace a basse o medio basse velocità (e conseguenti intensità delle sollecitazioni dal basso). In sostanza riduce le vibrazioni continuate e la rende non eccessivamente scalciante.
Per chi chiedeva una confronto con Trek e Bmc, posso dire che la seconda non avendola provata non posso dare una risposta. L’Isospeed di Trek, invece ha un funzionamento similare seppur leggermente più accentuato. Però è anche più “sensibile” nel senso che questa sul liscio è una front in tutto e per tutto, la Trek, con l’isospeed, sul liscio, specie da alte cadenze, lascia avvertire un minimo di ammortizzazione leggermente fastidiosa (ma non penalizzante in termini puramente cronometrici.)

Bose
Bose

Sono 3 approcci differenti….
il “sistema” di Bianchi essendo nella costruzione stessa del telaio funziona sempre smorzando come spiega l’articolo…
l’isospeed di Trek funziona solo da seduto sulla sella… quando ti alzi sui pedali (sia in salita che in discesa) la bici è totalmente rigida.
L’MTT di BMC è un sistema di ammortizzazione vero e proprio… 1.5 cm di corsa che lavorano sempre… l’elastomero (una volta messo il “gommino” del tuo peso) funziona come un piccolo ammo con il giusto supporto e il ritorno settato “medio”. Stesso discorso per quel piccolo “bobbing” a certe frequenze di pedalata… ma si avverte solo su asfalto.

MTBmarco
MTBmarco

Notevole!! Bianchi sembra aver studiato un ottimo progetto: speriamo che la gente la valuti, al posto delle solite Trek, Specy, ecc…..

Tc70
Tc70

Ti dirò,nel negozio dove ho preso la mia Specy c’era anche la Bianchi…è una bella mtb senza ombra di dubbio,ma secondo me se avessero più scala nei colori,potrebbe attirare qualcuno in più,anche se è il suo colore da sempre,non è detto che l’azzurro classico (o il nero) Bianchi) piaccia a tutti…;-)

fredricamx
fredricamx

hi hi hi te la sei portata in vacanza sulle dolomiti.
Bravo bella recensione, puntuale e precisa come sempre.

ecox
ecox

Tutti aprono gli angoli e bianchi li lascia chiusi…

In discesa serve manico ma in quanti lo hanno?

vaff
vaff

Vero. Ma con una front serve manico comunque in discesa, anche ad angoli aperti..

ecox
ecox

mica tanto vero, se hai un angolo di sterzo che ti aiuta la front è semplicemente più faticosa in discesa ma si riesce a guidare bene, sopratutto che abbinata ad un reggisella telescopico.

Certo che con 71 di angolo di sterzo, quando gli altri stanno virando verso i 69…

vaff
vaff

@ecox:
a mio parere in discesa su una front sono le seguenti caratteristiche ad aiutarti, in ordine d’importanza:
1) Tecnica di guida
2) Bontà della forcella
3) Carro flessibile
4) Reggi sella flessibile o telescopico
5) Cerchi dal canale largo
6) Manubrio largo (magari con un minimo di rise)
7) Angolo di sterzo (che considero come penultimo fattore, perchè quando si parla di variazioni nell’ordine di un grado o un grado e mezzo non si passa dalla notte al giorno)
8) Avantreno non molto basso (perchè altrimenti sembra di pedalare col mento sulla ruota anteriore con la netta sensazione di catapultarsi in avanti da un momento all’altro)

Yamandrea01
Yamandrea01

con una front l’unico vero cambiamento in discesa te lo può dare il telescopico, quello si che cambia radicalmente la guida anche su una front anzi forse ancora di più su una front. Sicuramente 1°-1,2° su una front non ti fanno scendere dove le tue capacità tecniche non lo permettono. Con un telescopico non snaturi una bici nata per la prestazione in salita ma cambi radicalmente la performance in discesa. Adesso sembra che l’angolo sterzo sia l’unico fattore che determina la validità o meno di una bici quando l’unico valore che conta davvero per l’anteriore è il trail… e cmq una bici va valutata nel complesso testandola… bici con geometrie identiche sulla carta, hanno comportamenti molto diversi su strada, e viceversa bici che sulla carta dovrebbero darti alcune caratteristiche…. quando testate possono dare sensazioni differenti.

rockarolla
rockarolla

…trail determinato da angolo di sterzo (liberamente manipolabile dai produttori di bici) e rake della forcella (determinato dai produttori di forcelle su due valori standardizzati e piuttosto vicini tra loro). Oltre ovviamente al diametro ruota, ma credo paragoni l’angolo di sterzo di una 29″ con quello di una 27.5″…
Se intendevi dire che non è solo la geometria dello sterzo a definire la guidabilita di una bici (pur essendone una delle più importanti componenti) allora sono d’accordo.

tiziano73
tiziano73

gran bella bici e bellissimo colore,finalmente hanno tolto quel reggisella integrato che proprio non mi andava giù e spero che venga testata anche la full visto che è una delle candidate come mia prossima mtb.

jomark
jomark

Bianchi sta facendo passi da gigante anche nel settore mtb….
Anche se la ritengo molto sopravvalutata, come tutte le bici di alta gamma, sarei veramente curioso di provare il countervail, soprattutto sulle bdc, non c’e’ un sito che non ne decanti le lodi…

Stefano Buizza
Stefano Buizza

Ciao anche se non sono né un tester né un campione del mondo posso dirti che il countervail è una soluzione nettamente migliore su bdc rispetto ai vari sistemi “flettenti”oggi sul mercato . Provata l’anno scorso a Verona l’infinito Disc , ho atteso un ulteriore test (bike shop test )sulle concorrenti di segmento, poi l’ho ordinata. Le spiegazioni tecniche sono già state fatte molto bene sopra, non ti resta che provarlo posso garantirti che c’è da rimanere sbalorditi. Su mtb sono molto curioso anch’io di provarlo anche se l’unico neo di questa bici per me rimane l’angolo di sterzo potevano modernizzarlo un po di più…poi finalmente un paio di ruote a modo!

Velocity
Velocity

A mio avviso dubito che la Fox Boost faccia tutta questa differenza in discesa rispetto ad un forcella normale…A volte ho l’impressione (altre volte ne sono certo) che si enfatizzano certe soluzioni tecniche solo per alimentare il mercato e cio’ non è un problema ma personalmente ho provato un bici con il Boost e se non me lo avessero detto non me ne sarei proprio accorto forse perché non porto la bici al limite e sono un cialtrone oppure…..

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Se avessi letto il link del test dedicato alla nuova forcella che avevo messo nel report, avresti visto che la nuova Fox non è solo Boost e le innovazioni sono molte altre.
Te lo riporto di nuovo: http://www.mtb-mag.com/test-nuova-forcella-fox-32/

Ani12
Ani12

Una cosa mi viene da dire, visto che parlate di angoli aperti chiusi, manico in discesa ecc ecc.
Vi dico, a voi che scrivete in base a ciò che leggete o per sentito dire l’avete provata non dico solo bianchi ma insieme ad altre bike che menzionate molto più spesso con molti elogi?
Io ho avuto la fortuna di provare in sequenza Bianchi methanol CV 9.1, Scott Scale 900RC 2017, Focus Raven 2017. Bhe la piu reattiva Scott però nelle salite con molti sassi la reattività va a farsi benedire come anche riportato nel test. Mentre visto che proprio di angoli parlate siamo a 71°/69,5°/68° se non sbaglio, in discesa la piu precisa nella guida, quella che mi ha dato più confidenza e l’unica che mentre scendevo avevo il sorriso è stata la bianchi.
Considerate che attualmente uno una Scalpel Carbon 2 quindi una Full e penso che la stessa discesa con bianchi l’ho fatta anche più forte.

Percorso identico per tutte e tre le bici, percorso XC da 8Km per 387mt disl

ma.pa75
ma.pa75

Dato che hai provato la Scott rc che differenze hai sentito rispetto bianchi?

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Non ho provato la Scott RC.