[Test] Trek Fuel EX 9.9 Project One

[Test] Trek Fuel EX 9.9 Project One

03/02/2014
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03/02/2014

Tutto comincia da un foglio bianco, o quasi, dove poter configurare la propria bici. È il Project One di Trek, il programma di customizzazione del marchio americano. Dopo il successo riscontrato con le bici da strada, da metà 2013 anche i modelli in carbonio della linea mountain bike sono disponibili sul sito P1. Stop! Sentiamo già le voci di chi si lamenta dei prezzi. Indovinate quale Paese europeo ha acquistato il maggior numero di bici da strada P1, prima che arrivassero le MTB? L’Italia.

Detto questo, le bici P1 sono prodotte interamente in Wisconsin, USA, nella cittadina di Waterloo dove Trek ha la propria sede. Non ci sono tubature che provengono dall’Oriente. Il video che trovate poco più sotto è più esplicativo di mille parole.

Trek ci ha concesso il lusso di configurare la nostra bici, una Fuel EX 9.9 in carbonio, per un test di durata. Così, con il vostro aiuto, ci siamo messi all’opera e abbiamo scelto la componentistica e i colori della nostra bici. Ci siamo indirizzati verso il modello chiamato SRAM, e non Shimano, perché volevamo il gruppo XX1. Il resto é stato puro divertimento. L’interfaccia per la scelta dei colori è molto intuitivo e le combinazioni cromatiche sono tantissime. Attenzione però, la customizzazione riguarda i colori e l’assemblaggio, non le misure dei telai. Queste sono standard, cioè le stesse che trovate sulle Trek non P1.

Alla fine, ecco cosa abbiamo ordinato:

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Queste le specifiche (il colore è il “candy orange”):

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Per scegliere più in dettaglio i componenti, come la lunghezza dell’attacco manubrio o la dentatura della corona anteriore, il software ci dice di contattare un negoziante, che si occuperà di sbrigare le pratiche per l’ordine definitivo.

Da notare le ruote: sono le nuove Bontrager Rhythm Elite TLR Disc 29. Si tratta di ruote in alluminio dal peso totale di 1840 grammi dotate del nuovo Rapid Drive 54 Star Ratchet prodotto da DT-Swiss in esclusiva per Bontrager. Un ingranaggio a 54 denti che abbassa il momento di ingaggio del ruota libera a soli 6.67°. Il resto della componentistica non è niente di nuovo per chi ci legge. Il peso della bici è di 11 kg netti senza pedali.

Ovviamente potendo scegliere la verniciatura non potevamo lasciarci scappare l’occasione di personalizzarla il più possibile:

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Una volta spedito l’ordine, non rimane che attendere. La bici viene consegnata al vostro negoziante di fiducia, che si occuperà di montarla e prepararla per voi. Nel nostro caso queste operazioni sono state fatte da Trek Italia. Fra l’ordine e la consegna sono passati 4 mesi.

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Quando vi trovate di fronte ad una bici configurata da voi stessi vale più che mai il detto Ogni scarrafone è bello a mamma sua, anche se in questo caso dovete ammettere che lo scarrafone è veramente bello (smile). La qualità della verniciatura e delle finiture è alta, come ci si aspetta per una bici di questa fascia di prezzo, e le forme sinuose del telaio in carbonio sono un piacere per gli occhi. Più volte siamo stati fermati per strada con un bella bici! da qualcuno che non era un mountain biker. Uscire dalle classiche combinazioni di colore ha il suo perché.

Di fatto, le geometrie della nostra Fuel EX sono identiche a quelle di serie. Si tratta di una trail bike da 120mm di escursione anteriore e posteriore con ammortizzatore a doppia camera DRCV. Abbiamo montato la corona da 30 denti sull’XX1. Le gomme sono latticizzate.

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In salita

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11 Kg su una bici da 29 con 120mm di escursione e reggisella telescopico sono davvero pochi. La cosa si fa positivamente sentire in salita, dove la Fuel EX vola letteralmente. Certo, ci sono bici da XC più leggere ma, considerando lo scopo d’uso e l’escursione, non si può che spingere sui pedali con soddisfazione in salita. A questo si unisce la grande trazione delle ruote da 29 pollici, coadiuvata dalla sensibile sospensione di casa Trek.

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L’ammortizzatore in posizione Climb è completamente bloccabile, così come la Rock Shox Revelation. Su asfalto la Fuel EX si trasforma in una rigida.  La geometria, pur non essendo racing, permette di spingere per bene sui pedali.
Appena il terreno diventa sconnesso si passa alla posizione Trail dell’ammortizzatore e quella intermedia sulla forcella. La Revelation ha il sistema Motion Control DNA, una regolazione della compressione a tre livelli, a cui si aggiunge un pomello per la regolazione della compressione alle basse velocità. Gli steli neri possono far pensare alla stessa idraulica della Pike, ma se si toglie il Rapid Recovery, identico alla sorellona da enduro, il resto è diverso, visto che si tratta di un altro tipo di cartuccia.

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Abbiamo già speso fiumi di inchiostro sul carro delle Trek e di come sia propenso a bobbare. La Fuel EX non fa eccezione, anzi. Diminuendo l’escursione, ed essendo pensata per un uso più pedalatorio rispetto ad una Remedy o una Slash, questo effetto si nota di più  – e dà più fastidio, malgrado l’ammo sia in posizione Trail. Anche gonfiandolo per bene, il bobbing rimane. Se sui sentieri tecnici si sente poco, su strade sterrate è necessario avere una bella pedalata rotonda per evitare che il carro oscilli vistosamente.

Proprio sui sentieri tecnici, però, la Fuel EX mostra quello che è in grado di fare. Raramente ci siamo divertiti così tanto in salita, superando gradoni e ripidi che con altre bici spesso eravamo costretti a fare a piedi. Le gomme Bontrager XR3 Team Issue lavorano bene, anche sul bagnato di questi mesi invernali hanno dato una bella trazione e si sono pulite abbastanza velocemente dal fango. Una volta latticizzate, non abbiamo mai bucato durante gli oltre 3 mesi di test.

La scelta della corona da 30 denti, per la guarnitura XX1, si è rivelata azzeccata per questo tipo di bici, dove la leggerezza e la posizione di pedalata non rendono necessario un 28, neanche sulle salite più ripide.

In discesa

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La Fuel EX sembra una bici con più escursione dei suoi 120mm. La sensibilità del carro, unita a quella dell’ammortizzatore, fanno venire voglia si scendere a manetta dovunque. Poi uno nota di avere solo 120mm all’anteriore, e allora rallenta. Anche la forcella, come l’ammortizzatore, è piuttosto lineare nel suo comportamento. Si tende a sfruttare facilmente tutto il travel, senza per questo andare ogni volta  a fondocorsa. Le riserve in caso di errori sono poche, trattandosi di una trail bike.

In complesso la rigidità del telaio + ruote ci ha soddisfatto molto. Spesso i componenti Bontrager vengono sottovalutati, in questo caso ci teniamo a sottolineare che le ruote fanno molto bene il loro lavoro, pur non essendo le più leggere. Sono un progetto nuovo della casa americana,  presentatoci a Sedona la scorsa primavera. Abbiamo già parlato del mozzo posteriore ad inizio articolo, dopo 3 mesi di utilizzo sui nostri sentieri possiamo anche dire che i cerchi hanno tenuto bene e che entrambe le ruote scorrono come nuove. Non per niente l’anima dei mozzi è costruita dal solito sospetto, DT Swiss.

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Anche il manubrio in carbonio è Bontrager. Largo 72.5 cm ci è sembrato il giusto compromesso in termini di larghezza per guidare una trailbike con sicurezza in discesa.

La forza della Fuel si nota nelle discese veloci non troppo scassate: le ruote da 29″ danno molta sicurezza e le sospensioni si mangiano via le asperità del terreno. Sul ripido tecnico la Fuel EX arriva velocemente al suo limite, anche perché non è stata costruita per questo motivo, a cominciare dalla forcella, non certo un mostro di ridigità. Data la linearità dell’ammortizzatore, in questo frangente, bisogna stare attenti ai fondocorsa.

Problemi durante il test

Come nel caso della Trek Rumblefish, anche l’ammortizzatore della Fuel EX ha cominciato a perdere aria dopo qualche uscita. Inoltre una patina d’olio si poteva notare dopo ogni giro. Con il tempo il comportamento dell’ammortizzatore si è deteriorato. Non è una novità che gli ammo DRCV siano piuttosto delicati, anche parlando con Fox ne abbiamo avuto conferma. Peccato, perché si é così costretti a mandarlo in assistenza, rimanendo appiedati. Infatti l’attacco proprietario rende molto difficile l’utilizzo di un ammo muletto che eventualmente giace in garage.

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Conclusioni

Project One: un lusso che pochi potranno permettersi, ma ricevere una bici personalizzata rimane il sogno della maggior parte dei biker. E Trek sa realizzare questo sogno molto bene.

Fuel EX: una trailbike che ha i suoi punti di forza nella trazione su sentiero e nella sensibilità della sua sospensione posteriore in discesa. Purtroppo l’accentuato bobbing e la scarsa affidabilità dell’ammortizzatore DRCV le fanno perdere punti nella nostra valutazione complessiva.

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