I forcaioli hanno perso

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Vi ricordate il fattaccio accaduto in Belgio a fine dicembre 2020? Un sessantenne in bici fece cadere una bambina su una strada innevata, il video venne pubblicato sui social e il ciclista venne crocifisso dalla giuria popolare.

Ebbene, il giudice ha riconosciuto la mancanza di volontà di arrecare un danno, sottolineando però che il ciclista avrebbe dovuto moderare la sua velocità e prestare maggiore attenzione alla sua conduzione proprio perché nel parco erano presenti molte persone, in particolare bambini, e le condizioni climatiche non permettevano un’andatura sicura. Nel giudizio sono stati considerati anche la gravità relativa dei fatti, la mancanza di precedenti dell’uomo e l’eco che il caso ha avuto, soprattutto sui social network.


YouTube video

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Commenti

  1. samuelgol:

    O lui lo toglieva e te e poi ti denunciava anche per aggressione. Non sai mai chi incontri per strada. Saresti passato dalla (parziale) ragione al torto marcio e magari pure al pronto soccorso oltre che poi in tribunale per aggressione. Un comportamento molto meno intelligente di quello della bici.

    Idem come sopra

    E tu giudichi un popolo da un contatto con 4 persone? A te non è mai capitato di percorrere una via senza conoscerla e qualcuno che ti chiedesse proprio il nome di quella via, salvo scoprire anche tu che era quella che stavi percorrendo? Questo fa un intero popolo scorbutico? Me cojons.
    Rispetto la tua opinione ma se mi tocchi la famiglia non sto li inerme.
  2. samuelgol:

    Ma che tocchi la mia famiglia, maddai....mica gli ha menato. La ha urtata appena appena involontariamente. Ha provato a fermarsi per scusarsi ed è stato pure preso a male parole....se ci tieni così tanto alla tua famiglia, comincia a occuparti di tua figlia che non stia in mezzo dove non deve, per la sua stessa sicurezza, invece di stare in mano col cellulare.
    Se mio figlio cammina in mezzo alla strada, è mia responsabilità toglierlo. Un pò di esame di coscienza da parte di tutti sarebbe meglio. Lì il padre stava come un mona col cell in mano, la madre pensava alla torta da cucinare e alla bambina chi pensava mentre quello avvertiva con gli avvisatori acustici del suo arrivo?
    Episodi come questi sono ormai tutt'altro che infrequenti sui sentieri nei parchi vicini alle città o sulle ciclopedonali (tipo navigli, per intenderci), soprattutto nei weekend.
    E parlo in primis di famigliole che lasciano "pascolare" cani o bambini, così come dei ciclisti che "menano" nelle stesse zone, con limite di velocità a 15KMH: il top qui è vedere gente con le crono sulle alzaie.
    La pandemia ha creato un nuovo ecosistema di viandanti occasionali_quasi_fissi che hanno abbandonato i centri commerciali e si addensano ormai laddove un tempo i ciclisti la facevano da padrone.
    E' questione di fisica: troppe particelle in uno spazio ristretto tendono a scontrarsi più facilmente.
    Nel caso specifico, vedo responsabilità da entrambe le parti (ciclista VS genitori): l'onere del problema, tuttavia, mi pare sia stato assegnato tutto al ciclista e non per l'esito in giudizio, ma per la gogna mediatica.
    Dei genitori, invece, nessuno parla: santi subito, quindi.
  3. sembola:

    Era un sentiero, non una strada.
    Uguale, anche se fosse stata una ciclabile e non una ciclopedonale. Con un bambino almeno io non rischio (nemmeno con altre persone) magari poi mi riservo qualche accidenti da regalare
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