I forcaioli hanno perso

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Vi ricordate il fattaccio accaduto in Belgio a fine dicembre 2020? Un sessantenne in bici fece cadere una bambina su una strada innevata, il video venne pubblicato sui social e il ciclista venne crocifisso dalla giuria popolare.

Ebbene, il giudice ha riconosciuto la mancanza di volontà di arrecare un danno, sottolineando però che il ciclista avrebbe dovuto moderare la sua velocità e prestare maggiore attenzione alla sua conduzione proprio perché nel parco erano presenti molte persone, in particolare bambini, e le condizioni climatiche non permettevano un’andatura sicura. Nel giudizio sono stati considerati anche la gravità relativa dei fatti, la mancanza di precedenti dell’uomo e l’eco che il caso ha avuto, soprattutto sui social network.

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Commenti

  1. l.j.silver:

    si parlava pochi post fa' di bimbi e mamme milanesi, ora per uscire dallo stereotipo, capita da sempre di incontrare sulle ciclabili ( ripeto ciclabili ,non ciclopedonali...) di trovare mamme con bambini scorrazzanti che magari ne hanno un altro in carrozzina o sul passeggino, magari piu' di una contemporaneamente, che chiacchierano , mentre i pargoli sciamano, rimbalzando in giro random, come quelle palline di gomma che le lanciavi ed impazzivano in giro, a queste che si occupano l'intera pista nella sua larghezza se gli suoni il campanello o ti rispondono male o proprio non ti si cagano fino all'ultimo istante e litigarci è un attimo, se poi una di quelle schegge impazzite che sono i bimbi ( che non hanno colpa, so' bimbi..) ti finisce tra le ruote rischi il linciaggio, oggi anche mediatico come si puo' vedere anche qua.....
    ah stessa cosa per chi usa le ciclabili per parcheggiarvi l'auto, far loro notare che la cosa non è che sia proprio corretta è litigio assicurato....
    la pandemia e le sue restrizioni han come tu dici esasperato problemi pregressi....
    Concordo. Spesso sulle ciclabili c'é più gente a piedi che in bici.
  2. sembola:

    In linea di teoria certamente i genitori possono essere responsabili di quello che fanno i figli.

    Chiedere i danni si può sempre fare. Bisogna vedere se il giudice te li accorda ;-)
    non in linea teorica. i genitori sono di fatto responsabili in solido dei danni cagionati dai figli, se minorenni.
    il classico caso del vetro rotto da una pallonata: i genitori sono tenuti a risarcire i danni.

    credo che il risarcimento sia proporzionato all'entità del danno: se chiedo un risarcimento per un livido sulla coscia e una manica sdrucita sono ovviamente un cretino che rimarrà a bocca asciutta. se per non investire un bambino che sfugge al controllo dei genitori mi rompo il bacino e la bici finisce sotto a un camion arrivo fino al terzo grado di giudizio, se necessario
  3. lembokid:

    non in linea teorica. i genitori sono di fatto responsabili in solido dei danni cagionati dai figli, se minorenni.
    il classico caso del vetro rotto da una pallonata: i genitori sono tenuti a risarcire i danni.

    credo che il risarcimento sia proporzionato all'entità del danno: se chiedo un risarcimento per un livido sulla coscia e una manica sdrucita sono ovviamente un cretino che rimarrà a bocca asciutta. se per non investire un bambino che sfugge al controllo dei genitori mi rompo il bacino e la bici finisce sotto a un camion arrivo fino al terzo grado di giudizio, se necessario
    Un incidente stradale non è un caso semplice e lampante come il vetro rotto da una pallonata, perchè oltre al codice civile c'è quella cosa che si chiama "Codice della Strada".

    Per essere risarcito dovresti dimostrare di aver fatto tutto quello che una persona ragionevole avrebbe fatto in quella circostanza, cioè dimostrare di aver subito un "danno ingiusto". Se su una ciclopedonale vai per terra per evitare un bambino sfuggito alla mamma (*) dovresti dimostrare, per esempio, che sei caduto effettivamente per evitarlo; che la velocità tenuta era adeguata alla situazione, e dal momento che non sei riuscito a fermarti quasi certamente questa condizione non è soddisfatta; oppure che non era ragionevole aspettarsi un bambino su una ciclopedonale. Mutatis mutandis, è quello che avviene nella stragrande maggioranza degli investimenti dei pedoni da parte di mezzi a motore, anche fuori dalle strisce, anche in condizioni di scarsa visibilità. Nella migliore delle ipotesi c'è un concorso di colpa.

    Premesso che parliamo (di nuovo) in linea teorica, poichè la valutazione della responsabilità parte da principi teorici ma dipende nella sostanza dalle circostanze effettive che hanno caratterizzato il fatto. Appunto, "in teoria".


    *Sia chiaro che il caso in questione è completamente diverso. La bambina non è sfuggita alla mamma, era ferma e ben visibile, ed infatti il ciclista è stato condannato senza concorso di colpa da parte dei genitori.
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