I forcaioli hanno perso

I forcaioli hanno perso

Marco Toniolo, 06/03/2021
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Marco Toniolo, 06/03/2021

Vi ricordate il fattaccio accaduto in Belgio a fine dicembre 2020? Un sessantenne in bici fece cadere una bambina su una strada innevata, il video venne pubblicato sui social e il ciclista venne crocifisso dalla giuria popolare.

Ebbene, il giudice ha riconosciuto la mancanza di volontà di arrecare un danno, sottolineando però che il ciclista avrebbe dovuto moderare la sua velocità e prestare maggiore attenzione alla sua conduzione proprio perché nel parco erano presenti molte persone, in particolare bambini, e le condizioni climatiche non permettevano un’andatura sicura. Nel giudizio sono stati considerati anche la gravità relativa dei fatti, la mancanza di precedenti dell’uomo e l’eco che il caso ha avuto, soprattutto sui social network.

 

 

Commenti

  1. lembokid:

    non in linea teorica. i genitori sono di fatto responsabili in solido dei danni cagionati dai figli, se minorenni.
    il classico caso del vetro rotto da una pallonata: i genitori sono tenuti a risarcire i danni.

    credo che il risarcimento sia proporzionato all'entità del danno: se chiedo un risarcimento per un livido sulla coscia e una manica sdrucita sono ovviamente un cretino che rimarrà a bocca asciutta. se per non investire un bambino che sfugge al controllo dei genitori mi rompo il bacino e la bici finisce sotto a un camion arrivo fino al terzo grado di giudizio, se necessario
    Un incidente stradale non è un caso semplice e lampante come il vetro rotto da una pallonata, perchè oltre al codice civile c'è quella cosa che si chiama "Codice della Strada".

    Per essere risarcito dovresti dimostrare di aver fatto tutto quello che una persona ragionevole avrebbe fatto in quella circostanza, cioè dimostrare di aver subito un "danno ingiusto". Se su una ciclopedonale vai per terra per evitare un bambino sfuggito alla mamma (*) dovresti dimostrare, per esempio, che sei caduto effettivamente per evitarlo; che la velocità tenuta era adeguata alla situazione, e dal momento che non sei riuscito a fermarti quasi certamente questa condizione non è soddisfatta; oppure che non era ragionevole aspettarsi un bambino su una ciclopedonale. Mutatis mutandis, è quello che avviene nella stragrande maggioranza degli investimenti dei pedoni da parte di mezzi a motore, anche fuori dalle strisce, anche in condizioni di scarsa visibilità. Nella migliore delle ipotesi c'è un concorso di colpa.

    Premesso che parliamo (di nuovo) in linea teorica, poichè la valutazione della responsabilità parte da principi teorici ma dipende nella sostanza dalle circostanze effettive che hanno caratterizzato il fatto. Appunto, "in teoria".


    *Sia chiaro che il caso in questione è completamente diverso. La bambina non è sfuggita alla mamma, era ferma e ben visibile, ed infatti il ciclista è stato condannato senza concorso di colpa da parte dei genitori.
  2. l.j.silver:

    non capisco perchè accanirsi,guarda che interessa solo a te , a me poco o niente....
    ho gia' tratto ed esposto le mie opinioni soggettive in merito.
    la tua opinione "soggettiva" sul fatto che il bambino non sia stata sbattuto per terra è contraddetta dalla "realtà oggettiva" del video.
    postato così, a futura memoria, visto che se ne sta parlando.
  3. sembola:

    Un incidente stradale non è un caso semplice e lampante come il vetro rotto da una pallonata, perchè oltre al codice civile c'è quella cosa che si chiama "Codice della Strada".

    Per essere risarcito dovresti dimostrare di aver fatto tutto quello che una persona ragionevole avrebbe fatto in quella circostanza, cioè dimostrare di aver subito un "danno ingiusto". Se su una ciclopedonale vai per terra per evitare un bambino sfuggito alla mamma (*) dovresti dimostrare, per esempio, che sei caduto effettivamente per evitarlo; che la velocità tenuta era adeguata alla situazione, e dal momento che non sei riuscito a fermarti quasi certamente questa condizione non è soddisfatta; oppure che non era ragionevole aspettarsi un bambino su una ciclopedonale. Mutatis mutandis, è quello che avviene nella stragrande maggioranza degli investimenti dei pedoni da parte di mezzi a motore, anche fuori dalle strisce, anche in condizioni di scarsa visibilità. Nella migliore delle ipotesi c'è un concorso di colpa.

    Premesso che parliamo (di nuovo) in linea teorica, poichè la valutazione della responsabilità parte da principi teorici ma dipende nella sostanza dalle circostanze effettive che hanno caratterizzato il fatto. Appunto, "in teoria".


    *Sia chiaro che il caso in questione è completamente diverso. La bambina non è sfuggita alla mamma, era ferma e ben visibile, ed infatti il ciclista è stato condannato senza concorso di colpa da parte dei genitori.
    sembola:

    Un incidente stradale non è un caso semplice e lampante come il vetro rotto da una pallonata, perchè oltre al codice civile c'è quella cosa che si chiama "Codice della Strada".

    Per essere risarcito dovresti dimostrare di aver fatto tutto quello che una persona ragionevole avrebbe fatto in quella circostanza, cioè dimostrare di aver subito un "danno ingiusto". Se su una ciclopedonale vai per terra per evitare un bambino sfuggito alla mamma (*) dovresti dimostrare, per esempio, che sei caduto effettivamente per evitarlo; che la velocità tenuta era adeguata alla situazione, e dal momento che non sei riuscito a fermarti quasi certamente questa condizione non è soddisfatta; oppure che non era ragionevole aspettarsi un bambino su una ciclopedonale. Mutatis mutandis, è quello che avviene nella stragrande maggioranza degli investimenti dei pedoni da parte di mezzi a motore, anche fuori dalle strisce, anche in condizioni di scarsa visibilità. Nella migliore delle ipotesi c'è un concorso di colpa.

    Premesso che parliamo (di nuovo) in linea teorica, poichè la valutazione della responsabilità parte da principi teorici ma dipende nella sostanza dalle circostanze effettive che hanno caratterizzato il fatto. Appunto, "in teoria".


    *Sia chiaro che il caso in questione è completamente diverso. La bambina non è sfuggita alla mamma, era ferma e ben visibile, ed infatti il ciclista è stato condannato senza concorso di colpa da parte dei genitori.
    Tanti anni fà ebbi un incidente stradale,un veicolo non rispetta lo stop invadendo l'incrocio a forte velocità,struscia una vettura che giungeva in senzo opposto alla mia e finisce addosso a me che avevo appena messo il muso della macchina nell'incrocio,grossi danni ad entrambi che necessitano di carrattrezzi.Arriva la stradale per i rilevamenti che stabilisce la mia velocità tra i 45 e 47km. orari(così c'era scritto sul verbale)quella dell'auto che mi ha urtato tra i 90 e i 95km.orari.Si era in un centro abitato con limite dei 50.Erano le ore 23,00.Morale della favola?15 giorni di sospenzione della patente e concorso di colpa(30%) con questa motivazione:Velocità non adeguata allo stato dei luoghi!