[Test] Ruote DT Swiss EXC 1200 Spline 30

[Test] Ruote DT Swiss EXC 1200 Spline 30

Marco Toniolo, 14/09/2020

Quando montai la Yeti SB150 lo scorso novembre, uno dei componenti nuovi di zecca erano le ruote in carbonio DT Swiss EXC 1200 Spline 30, le top di gamma della linea enduro del marchio svizzero. 10 mesi di maltrattamenti più tardi, ecco il verdetto del test.

Il diametro è di 29 pollici, il peso rilevato è di 810 grammi all’anteriore e 930 gr. al posteriore, per un totale di 1740 gr., un ottimo peso per un set di ruote da enduro.

Sono dotate del nuovo Star Ratchet EXP, presentato a maggio 2019, con 36 punti di ingaggio, che equivale ad un angolo di 10° sui pedali. Ora, si può discutere a lungo sul tema punto di ingaggio e relativa velocità di trasmissione della pedalata alla ruota posteriore. DT Swiss, sul suo sito, spiega chiaramente perché ha preferito una ruota libera con “pochi” punti di ingaggio, dicendo che in questo modo l’effetto del pedal kickback viene diminuito. Ne ho parlato a fondo durante il test dell’Ochain, e mi trovo d’accordo con DT. Non solo, dopo così tanti mesi di prova posso candidamente dire che non ho sentito la mancanza di un ingaggio più rapido neanche nelle situazioni più tese, come questa:

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Il sistema Star Ratchet mantiene la sua peculiarità di essere tenuto insieme a pressione, quindi se si smonta la ruota posteriore dal telaio bisogna fare attenzione ad appoggiarla con il pacco pignoni rivolto verso l’alto, altrimenti il corpetto e la cassetta tenderanno a sganciarsi facilmente. La consolazione è che il nuovo ratchet ha meno parti, dunque si fa rimontare in un attimo.

I mozzi sono i 180, dotati di cuscinetti ceramici, 28 fori e dal peso di 185 grammi per il posteriore e 94 grammi per l’anteriore. Dopo tutto questo tempo, e le più svariate condizioni atmosferiche, sono ancora in ottimo stato e scorrono perfettamente.

Una scelta che non ho invece mai condiviso con DT Swiss è quella di preferire il Center Lock come sistema di fissaggio dei dischi. Chi usa un impianto frenante con dischi a sei fori (come i Trickstuff Direttissima che monto sulla Yeti) sarà costretto ad utilizzare degli adattatori, che annullano il guadagno di peso, il vero motivo di tale scelta. Non solo, ma se per sbaglio una delle ghiere si allenta mentre si è in giro, è praticamente impossibile stringerla a 40Nm senza chiave apposita.

I raggi sono dei DT aero comp straightpull incrociati in terza, con dei nippli fissati tramite Pro Lock, cioè un frenafiletti brevettato iniettato dentro il nipplo stesso. Come tutti i frenafiletti, anche questo si attiva una volta che viene avvitato, garantendo che il raggio rimanga al suo posto. Cosa che tutti i raggi hanno fatto. Sono 28 sia sull’anteriore che sul posteriore.

Veniamo dunque ai cerchi in carbonio, con un profilo alto 25mm, una larghezza esterna di 36mm ed interna di 30mm. Poco appariscenti, come tutti i prodotti DT, tanto che si fa fatica a leggere il nome del modello delle ruote a causa delle decal nere. D’altro canto si sono rivelati molto robusti, resistendo sia ad impatti sulle rocce a causa di gomme sgonfie dovute a forature, sia a diverse giornate in bike park.

Peso 70kg svestito, e queste ruote sono omologate per un peso complessivo rider + bici di 130kg, ci terrei però a dire che, visto il loro peso, non mi sento di consigliarle per un uso esclusivamente gravity. Per questo tipo di attività ci sono prodotti più adeguati, anche della stessa DT. Il bello si queste ruote è che, con 1740 grammi, si prestano benissimo a giri enduro pedalati.

Nella foto qui sopra trovate il tappo della valvola pensato anche per poter svitarne l’anima, nel caso ce ne fosse bisogno.

Sono cerchi tubeless ready su cui è molto facile tallonare le gomme. Ho provato Schwalbe, Maxxis, Specialized, e sono tutte andate su al primo colpo con un compressore.

I terreni rocciosi su cui giro di solito hanno lasciato il segno sui cerchi, con diversi graffi puramente estetici. A livello di centratura, entrambe le ruote sono ancora perfette, non ho mai dovuto tirare i raggi.

In salita queste ruote hanno reso la SB150 più facile da pedalare rispetto alle Zipp 3Zero Moto montate in precedenza, che sfiorano i 2 kg di peso. 250 grammi in meno, sulle masse rotanti, si fanno sentire. D’altro canto in discesa non hanno quella “comodità” delle Zipp, anche perché il profilo di 25mm non aiuta a smorzare le vibrazioni. Su questo aspetto DT Swiss ha ancora da lavorare, visto che ho notato la stessa cosa, anzi più esacerbata perché lì il profilo è di 30mm, sulle XCM 1200 Spline montate sulla Canyon Neuron che vi abbiamo presentato recentemente.

Intendiamoci, non posso definirle ruote troppo dure, perché siamo lontani da certe putrelle che Enve aveva in gamma qualche tempo fa. Il mio parere, però, è che la tendenza sarà quella di scendere il più possibile con l’altezza dei profili, per dare al rider più controllo nelle sezioni particolarmente dissestate. Vedere anche le Crank Brothers Synthesis, che si muovono anche loro nella direzione di Zipp.

Le EXC 1200 Spline sono un piacere da far girare in velocità, perché rispondono con precisione ed immediatezza agli impulsi. Inoltre non ho mai avuto timore di portarle in velocità nei vari rock garden qui della zona, visto che non hanno mai dimostrato una debolezza. Ed è proprio questa una delle caratteristiche che può giustificare l’alto prezzo: ogni parte di queste ruote è robusta e pensata per durare nel tempo, con il pinnacolo dei mozzi, molto vicini ad essere indistruttibili senza doverci fare manutenzione.

Prezzo: 2.198€

DT Swiss

 

Commenti

  1. Railspike:

    Io niente, sei tu che volevi essere preciso, poi passi alle proporzioni, poi alle spanne. Comunque possiamo anche chiudere qui questo scambio di opinioni.
    Sapessi quanto me ne importa...sei tu che hai tirato fuori pesi dimenticando componenti e lunghezze raggi a casaccio...