Le pagelle della stagione di cross country 2019

Le pagelle della stagione di cross country 2019

09/09/2019
Whatsapp
09/09/2019

Quella di ieri è stata l’ultima gara importante per il cross country nel 2019. È giunta l’ora di tirare le somme di una stagione che ha visto tante conferme ma anche qualche bella sorpresa.

 

Nino Schurter: 10

Quale altro voto si può dare all’atleta che ha vinto sia la coppa del mondo che i mondiali? E non per la prima volta, beninteso: 7 volte vincitore della coppa del mondo, 8 volte vincitore dei mondiali. Una stagione che sembrava l’inizio del declino del campione, ma che lui stesso ha rimesso in carreggiata a luglio, a Vallnord. Ieri poteva uguagliare il record di vittorie in coppa del mondo di Absalon, 33, ma il primo a tagliare il traguardo è stato il suo compagno di squadra Lars Forster, non si sa se per volere di Nino o meno. Una motivazione in più per fare bene anche nel 2020, anno olimpico che si preannuncia bollente, perché Van Der Poel prenderà parte alla gara MTB e non a quella su strada.

Mathieu Van Der Poel: 9

Il presente e il futuro del ciclimo. L’olandese è un vero talento, già campione del mondo di ciclocross, osannato in patria, temuto dai suoi concorrenti sia in MTB che su strada. Quest’annno è riuscito finalmente a vincere la sua prima gara XC a Nove Mesto, con un’azione che annichiliva Schurter e lasciava pochi dubbi sul suo reale valore. Si ripeterà in Val di Sole e a casa di Nino, a Lenzerheide. Le sue accelerazioni sono semplicemente mostruose, nessuno riesce a controbattere. Se arriva in questa forma agli imminenti mondiali su strada, lo vedremo presto con una nuova maglia iridata. Meriterebbe un 10, ma la sua assenza ai mondiali MTB e al finale di ieri a Snowshoe lasciano un po’ l’amaro in bocca a chi avrebbe voluto vedere MVDP e Schurter sfidarsi fino all’ultima gara. Al più tardi i conti si fanno alle olimpiadi di Tokio nel 2020.

Mathias Flückiger: 8

Vincente nella battaglia di Albstadt, lo svizzero è stato una costante durante tutta la stagione, culminata con l’argento ai mondiali. È uno spettacolo vederlo in discesa, è sicuramente uno dei più bravi quando la pista si fa tecnica, ripida e bagnata. Ha dato del filo da torcere a Schurter in diverse occasioni e non l’abbiamo potuto vedere ieri perché era tornato a casa dopo Monte Sainte Anne per prepararsi ai campionati svizzeri marathon, che si correranno il prossimo weekend.

Pauline Ferrand Prevot: 7.5

Fuori dalle competizioni e impossibilitata ad allenarsi per mesi a causa di una endofibrosi iliaca, è tornata alle gare a Nove Mesto migliorando costantemente il suo stato di forma, andando a vincere i mondiali e l’ultima gara della stagione a Snowhoe. Absalon se può la segue come un’ombra a bordo tracciato in sella alla sua ebike, incitandola costantemente. Una bella coppia.

Henrique Avancini: 7

Il brasiliano è super competitivo e non guarda in faccia a nessuno, vedere la polemica fra lui e Schurter alla Cape Epic. In patria è una vera e propria superstar, con tanto di trasmissione televisiva propria e bodyguards, necessarie per quando si muove per strada, visto che i fan gli saltano letteralmente addosso. Campione del mondo marathon 2018, quest’anno ha provato a battere il rivale svizzero ma non ci è riuscito neanche quanto questi ha bucato e Avancini si è trovato da solo al comando. Finisce terzo nella classifica generale di coppa del mondo, suo miglior risultato. È uno di quei personaggi che fanno bene allo sport.

Kate Courtney: 7

Quale pressione potrà mai avere una ragazza che arriva al team Scott Sram vestendo la maglia iridata, provenendo dalla concorrenza più agguerrita, e trovandosi in squadra con uno che vince sempre da anni a questa parte? Inizia la stagione alla grande, poi scoppia, rendendo la coppa del mondo femminile più interessante che mai grazie alla sua lotta contro Jolanda Neff per la vittoria nella classifica generale.

Jolanda Neff: 7

Stagione da eterna seconda: seconda ai mondiali dietro alla Ferrand Prevot, seconda in coppa del mondo dietro alla Courtney. Anche lei con una bella pressione sulle spalle, visto che è la punta di diamante del team Trek e su di lei si è puntato con il lancio della nuova Supercaliber (guardate il video, bellissimo). Ha le spalle abbastanza larghe per non soffrire troppo, visto quello che ha già vinto in carriera.

Gerhard Kerschbaumer: 6.5

Il campione italiano di XC entra in forma d’estate, come suo solito, e rimane un diesel: perde secondi prezioni in partenza, per poi recuperarli giro dopo giro. Niente vittorie quest’anno, ma una bella lotta contro Nino Schurter a Les Gets. Un gran peccato perdere l’argento ai mondiali per una foratura all’ultimo giro, ma questo succede quando l’avversario davanti a te ti mette in difficoltà e tu perdi di lucidità. Non sarebbe male vederlo in forma fin dalle prime gare della stagione e soprattutto non vederlo indietro nel gruppo dopo il primo giro. Chissà, forse le olimpiadi lo motivano a non lasciare la bici in garage d’inverno.

Luca Braidot: 6

Cosa potrebbe essere Luca Braidot con una squadra ben attrezzata alle spalle? Probabilmente non lo sapremo mai. Un peccato perché tante partenze dalla prima fila avrebbero meritato anche più podi, come il quinto posto in Val di Sole.

Team Bianchi: 4

L’annuncio del ritiro dalle corse del Team Bianchi ha lasciato stupiti, ma ci può stare se si considera che non si vedevano vittorie da tempi immemori. Più sorprendente ancora sono i piazzamenti di Tempier e Colledani una volta che hanno saputo di doversi cercare una nuova squadra. Improvvisamente ecco il francese di nuovo nelle prime posizioni, con un bronzo ai mondiali, e ieri anche l’italiano ha dimostrato di poter uscire dal limbo in cui era caduto. Quando si dice “trovare le motivazioni”….

Emily Batty: 3.5

Superpresente su Instagram, adorata dai suoi fans di sesso maschile, rompe tutti i loro cuori quando in un’intervista dichiara di sentirsi sola durante allenamenti e gare in quanto il marito (e allenatore da quando aveva 16 anni, inesistente su IG) non riesce a seguirla nelle trasferte perché la federazione canadese le ha tagliato i sussidi con cui pagava le sue spese di viaggio. Motivo a cui imputa i mediocri risultati del 2019, ben lontani dal bronzo ai mondiali del 2018. La differenza fra la vita dipinta sui social e quella reale.

Il tracciato di Snowshoe: 3

Finalmente la coppa del mondo XC torna negli Stati Uniti e cosa fanno gli americani? Ti presentano un tracciato old school, da velocità e scie, con 50 (!) atleti racchiusi in un minuto dopo quattro giri. Noioso, non fosse per la foratura di Schurter che ha creato un po’ di scompiglio nei ranghi, e brutto da vedere, con il circuito sulle piste da sci. Salvato da un pubblico entusiasta. Passerà alla storia come la gara con la tech zone in cui era più difficile afferrare la borraccia, viste le velocità stradistiche.

Devi fare il Login per commentare
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
CANCELLONEDISUMANO
CANCELLONEDISUMANO
Daccordo con snowshoe tracciato orribile, sembrava una corsa su strada
M
MBerge
Snowshoe 3.5! E dire che è stata la mia prima gara XC guardata in diretta e mi è piaciuta tantissimo :mrgreen: chissà le altre!!!
p84
p84
Staquoto, la più bella gara della stagione, terreni tecnici o meno non abbiamo assistito ai monologhi da sonno visti fino ad oggi
Valtrompia1970
Valtrompia1970
Jolanda ed Emily bellezza: 10. Come fa il fuorisella Jolanda non lo fa nessuno 🙂 Emily incrociata in bike a Livigno ed è lei che ti saluta per primo con un sorriso stupendo
Pitaro
Pitaro
Snowshoe sarà stato anche un tracciato poco tecnico ma appunto a metà gara erano in 50 in un minuto… quante altre gare di XC sono state cosi incerte fino alla fine? Ok ci sono state altre gare con duelli fino sotto al traguardo, ma qua si è iniziato l’ultimo giro con le prime 10-15 posizioni completamente da assegnare!
cacio79
cacio79
Secondo me è da segnalare il grande ritorno di Jenny Rissved che è un bel traguardo per lei e per l’intero movimento che ritrova un fenomeno.
L’xc femminile quest’anno è stato veramente bello,almeno 4 atlete di alto livello a combattere ad armi pari
boliviano
boliviano
Ottima analisi sulla quale concordo.
La Rissved bravissima. Si merita un ottimo voto. In generale le gare delle donne sono state molto più incerte, e quindi interessanti.
Per il tracciato…. concordo sulla monotonia. La gara però è stata aperta fino all’ultimo non per la scarsa tecnicità, ma perché Nino aveva già la certezza di vincere la generale. A mio parere avrebbe potuto condurre una gara in fuga come siamo abituati a vedere se avesse avuto il peperoncino nel …
kristianscott
kristianscott
condivido…i voti li darei anache agli altri italiani, dall’ottimo Nadir a Daniele Braidot e non per ultimo a Pettinà, poi ci sono gli altri che hanno avuto meno visibilità! Chissà Luca con un vero team alle spalle…E Gerhard anche…
gabren
gabren
@Direttore
speravo spendessi due righe anche sull’esordio del commento in italiano di redbull tv 🙂 🙂 🙂 che fortunatamente è rientrato in inglese per l’ultima tappa di world cup.
PS la mia retorica non vale per raisport dove Bramati & c. hanno fatto un ottma cronaca
el-nigno
el-nigno
Ma quale conti alle olimpiadi di Tokyo? Il prossimo anno saranno 34 per N1no e 25 per l’olandese! Nessuna gara alla pari, N1no non deve dimostrare più nulla a nessuno, l’altro ha dimostrato di tutto in tutte le discipline ciclistiche, è sono all’inizio per poterlo nominare come hai due signori della mtb Absalon e N1no., perciò solo lui è obbligato a vincere.
SilviBike
SilviBike
Sono d’accordo sui voti e sulle motivazioni del voto
Riki174
Riki174
È lecito commentare che "se la coppa del mondo avesse qualche gara in più non sarebbe affatto male"?
Mi rendo conto che ci sarebbero dei contro…ma io cercherei di arrivare a 10 tappe sia in XC che DH.
Mi auguro che le dirette RedBull stiano stimolando sia gli sponsor dei team che le località.
D-Lock
D-Lock
È lecito commentare che "se la coppa del mondo avesse qualche gara in più non sarebbe affatto male"?
Mi rendo conto che ci sarebbero dei contro…ma io cercherei di arrivare a 10 tappe sia in XC che DH.
Mi auguro che le dirette RedBull stiano stimolando sia gli sponsor dei team che le località.

Gli sponsor però sono solo nei team ufficiali, per i privateers e i team piccoli sarebbero tre gare in piu da finanziare, passare da 7 a 10 vorrebbe dire un incremento di quasi il 50%. Potremmo anche rischiare di vedere meno partenti nelle gare.